Fiera

Cos’è la Fiera di San Savino

005La fiera di San Savino è una delle manifestazioni più antiche che ha radici profonde nella storia e nella città, grazie da un lato alla posizione geografica di Ivrea, punto di passaggio obbligato allo sbocco della Valle d’Aosta, e in parte alla cultura contadina che ha sempre caratterizzato il territorio.

Originariamente in città vi erano tre fiere: una era in onore dell’Assunta, a Ferragosto, e si svolgeva al Ghiaio presso la Dora e sul ponte Canavese, l’altra coincideva con la festa di San Besso ai primi di dicembre e aveva luogo in riva al cosiddetto “Lago di Città” (attuale area mercatale), mentre la terza cadeva alla fine di Aprile, per la festa di San Giorgio e di San Marco, e occupava l’area fuori della porta di Bando, ossia l’attuale Porta Vercelli.

Nel corso dei decenni, le fiere si sono ridotte a causa dei tempi e delle esigenze, fino a scomparire quasi del tutto; la Fiera di San Savino si teneva originariamente il 27 gennaio, data della ricorrenza del Santo, finchè, per evitare i rigori dell’inverno, nel 1749 il Vescovo Mons. De Villa trasferì la festività del patrono eporediese al 7 luglio.

003Anche se non ne conosciamo con sicurezza la data di inizio, la fiera ha origini molto antiche, in quanto il culto di San Savino iniziò in città nell’anno 856 con la traslazione del vescovo e martire umbro nella cattedrale eporediese.

Avvicinandosi ai giorni nostri, è un manifesto del 1892 ad indicarci la sua importanza: in esso compare che venivano presentati non solo cavalli, ma tutte le razze equine, quindi asini, muli, bardotti ed inoltre vacche, vitelli e altre speci animali. Nell’occasione, agli allevatori ed espositori veniva consegnato un premio ad estrazione in denaro per la loro partecipazione e, quindi, non legato al numero dei soggetti esposti ed alla loro bellezza.

Fino a buona parte del secolo scorso, la Fiera si teneva sempre l’8 luglio, ossia il giorno immediatamente successivo alla festa patronale; non importava in quale giorno della settimana cadesse, perchè la popolazione, dedita principalmente all’agricoltura, fermava le proprie attività per partecipare al grande evento.

4829fSuccessivamente, la Fiera venne spostata al sabato immediatamente successivo o antecedente alla Festa Patronale del 7 luglio; ma negli utlimi decenni, le esigenze lavorative hanno richiesto all’ente organizzatore di scegliere la domenica come giornata di fiera, per consenitre ad un folto pubblico di prenderne parte.

Anche la locazione della fiera è cambiata nel corso dei secoli: Corso Botta era il luogo dove vennero esposti i cavalli almeno fino agli anni ’60, quando, con la creazione dell’allora nuovo “Foro Boario”, la fiera venne trasferita in via Lago Sirio, spazio un tempo assegnato alla fiera di San Besso, presso quel “Lago di Città” ancora visibile nelle carte del XVIII secolo e ora definitivamente colmato. All’epoca qui si trovava il mercato coperto del bestiame (attuale area del mercato della frutta e della verdura); in seguito all’abbattimento della struttura, la Fiera venne ospitata prima in qualche area nei dintorni di Ivrea e successivamente nella zona Dora Baltea, laddove il Comune eresse l’edificio denominato “Meeting Point”.

Fu grazie all’interesse ed alla passione di alcuni eporediesi amanti della manifestazione, che la Fiera venne riportata nel cuore della città di Ivrea, con il consenso dell’Amministrazione Comunale.

Oggi si tiene nelle vie centrali di Corso C.Nigra, Ponte A. Olivetti, Corso Cavour, Corso Re Umberto, Corso Gallo, Corso Botta, Giardini Pubblici, Piazza del Rondolino, Piazza Freguglia, Corso Massimo d’Azeglio, Via Palestro, Piazza Ottinetti (anche detta Piazza del Distretto), via Arduino e la centralissima Piazza Vittorio Emanuele II (anche denominata Piazza di Città perche ospita l’edificio del Comune).

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