imageÈ’ stata un’edizione bella, sicura, partecipata e diciamolo pure fortunata.
Organizzare una manifestazione di questa dimensione è un lavoro altamente professionale, svolto da un volontariato qualificato.
I rapporti istituzionali, la ricerca della risorse, i piani di sicurezza, e il coinvolgimento del contesto sociale della città e del territorio è stato un lavoro di programmazione di sette mesi e soprattutto di gestione altamente emotiva sul piano psicologico per i problemi riguardanti in toto la sicurezza.

BELLA
– E stata una bella edizione per l’articolarsi degli appuntamenti che ha dato visibilità a tutte le componenti sportive e non riguardanti il mondo equestre.
– 50 cavalli nello spettacolo inaugurale
– 71 cavalli divisi su 11 equipaggi nell’esibizione degli “Attacchi Atipici”
– 100 cavalli alla “Grande Cavalcata di San Savino”
– spettacolare “Sfilata delle Carrozze” con 71 attacchi, 126 cavalli suddivisi in: 26 singoli, 41 pariglie, 3 tiri a quattro e 1 tiro a sei
– con la presenza di un pubblico eccezionale stimato su 15.000 presenze
– divertentissimo evento legato al mondo dei bambini sabato 7 luglio all’interno del parco: battesimo della sella e della carrozza, percorsi didattici con alpaca e lama e un’attenzione particolare del lavoro ippoterapico in funzione di ragazzi autistici con straordinari asinelli, il tutto con la partecipazione di oltre 100 bambini
– la cornice naturalistica del Parco Dora ha fatto da straordinario contenitore della Fiera morfologica: presenti 220 soggetti di cui 135 presentati alla morfologia
– 15 equipaggi partecipanti al primo Trofeo Derby San Savino
– contate e non stimate oltre 10.646 persone
Tutto questo con una partecipazione anche social, dovuta alla presenza delle tante famiglie dei cavallanti
– i mercati hanno funzionato in maniera ineccepibile, sicuramente il caldo non facilita le presenze pomeridiane e occorrerà forse proporre una scelta rivoluzionaria di svolgerli in tempi serali
– la Processione nella sua solennità, con ben 4 vescovi, è una cerimonia in duomo altamente simbolica, a permesso di coniugare religiosità e laicità in un contesto dove la città si è sentita unita è rappresentata. Citiamo anche nell’occasione la significativa cerimonia dello scambio dei ceri fra i vecchi e i nuovi Priori di San Savino, custodi di un’antica tradizione religiosa della città.
– ed infine la cornice di Piazza Ottinetti ha testimoniato ancora una volta il cuore ludico della manifestazione, la cena di iniziazione con tutte le autorità presenti e i successivi giorni con le pro-loco partecipanti, hanno garantito un servizio di ristorazione legato al territorio.

SICURA
– è stato un lavoro immane sia nel rapporto gestionale che in quello preventivo di studio
Il piano di sicurezza costato all’organizzazione migliaia di euro ha contemplato da parte delle forze dell’ordine una presenza continua, assidua, a volte anche legittimamente pignola, che ha messo a dura prova tutti i volontari preposti dall’organizzazione.
– La presssione psicologica e la preoccupazione della quotidianità ha avuto da parte di tutti un grande carico emotivo.
– Tutto bene quello che finisce bene e di questo siamo particolarmente orgogliosi.

PARTECIPATA
– Per noi San Savino non è un evento ne’ di destra, né di centro, ne’ di sinistra, ma la manifestazione di tutta la città, quindi fortemente inclusiva.
Tutto questo è sempre stato l’obbiettivo della nostra Associazione, e come testimoniano i giudizi dell’attuale sindaco, della vecchia amministrazione e del Vescovo della Diocesi, questo sentimento di inclusione di tutte le componenti della città è stato il principio che ci ha guidati in queste ultime quattro edizioni.

FORTUNATA
– Noi non sottovalutiamo la componente del caso.
Un evento pur ben organizzato è soggetto per la sua riuscita alla componente della fortuna.
Siamo stati fortunati: per il tempo, per l’assenza di incidenti, per i commenti della buona stampa e per la grande partecipazione del pubblico.
I meriti dell’organizzazione sono sicuramente evidenti, ma non siamo così presuntuosi di addebitarceli tutti. Il caso ha voluto che siamo stati premiati per l’enorme lavoro organizzativo durato più di sette mesi. Presentiamo i conti in ordine che pubblicheremo ufficialmente nello spazio di un mese, ma dall’attuale contabilità provvisoria emerge ancora una volta l’attenzione maniacale per una manifestazione economicamente sostenibile.
– Un’ultima considerazione al termine del nostro mandato.
C’eravamo proposti tre obbiettivi, la realizzazione con lo spostamento della fiera cavalli dal sito dei giardini pubblici al Parco Dora.
Sappiamo che alcune opinioni non collimano ancora con la nostra, ma la stragrande maggioranza degli operatori, delle istituzioni e del pubblico, conviene sulla straordinarietà del nuovo sito Parco Dora
– Volevamo una manifestazione inclusiva laico e religiosa.
E la testimonianza ufficiale della diocesi è delle pubbliche amministrazioni confermano lo spirito di questo atteggiamento. Laicità e religiosità trovano sintesi nella Festa Patronale di tutta la città.
– Ed infine la sostenibilità economica.
Non solo San Savino alle casse pubbliche costa pochissimo, (15.000€) ma soprattutto lo straordinario contributo di lavoro volontario, che ha permesso sinergicamente un connubio fra investimento pubblico e iniziativa privata.
Siamo orgogliosi di terminare questo nostro mandato con la consapevolezza di aver reso un servizio alla città e al territorio e con altrettanta consapevolezza di non essere mai stati strumenti di parte.

Per il Direttivo Associazione Festa e Fiera di San Savino

Il Presidente
Renzo Galletto